Orologio russo Vostok Tank, ma quale Tank?

quadrante vostok komandirskie tank nero cassa 33XXX

Uno degli orologi russi più conosciuti, se non il più conosciuto e il più diffuso.

Un quadrante nero che nell’immaginario collettivo significa Vostok e ancor di più orologio russo.

Qui un esempio classico con quadrante del periodo transizionale:

 

Qui sovietico in cassa 33XXX:

 

 

Nel corso del tempo una domanda mi è sempre passata per la testa. Ma quale carro armato è rappresentato sul quadrante?

 

 

E’ chiaro che di una schematizzazione si tratta ma a qualche modello si saranno pure ispirati.

Ho così iniziato a cercare qualche informazione e come al solito ho trovato moltissime informazioni e curiosità a riguardo. Iniziamo con il dire che ho iniziato una ricerca partendo dalla silhouette:

Senza però riuscire a capire a quale carro armato si riferisse. Diciamo che la produzione di mezzi corazzati in Unione Sovietica è stata ampia e variegata…

Giusto per fare qualche link di esempio:

Non avendo quindi trovato nulla riguardo a quale possa essere il carro armato presente sul quadrante dell’orologio russo Vostok Tank ho deciso di percorrere una strada diversa.

Qual’è a questo punto il carro armato sovietico più famoso? Se dovessi rappresentare qualcosa su di un orologio militareggiante andrei sicuramente a prendere qualcosa di iconico e di polivalente.

Dopo qualche ricerca credo di aver trovato una possibile risposta al quesito. Certezze come al solito non ce ne sono ma credo che con buona probabilità si tratti del T-34 o del T-34/85

[AGGIORNAMENTO] Interessante visionare il film uscito nel 2019 “T-34” che da la possibilità di vedere in azione questo carroarmato
https://en.wikipedia.org/wiki/T-34_(film)

La questione però rimane ancora aperta essendo il carro armato stilizzato. Ho avuto nel frattempo altri suggerimenti su quali possano essere i modelli rappresentati.

Facciamo quindi una lista dei papabili e confrontiamo qualche foto:

t34_85_aberdeen_pg
T-34/85
is_iim
IS-2
1200px-t-55_4
T-54/55
4e03105056dbd23e48e7749992f85a38
T62

Ricapitolando quindi al momento i carri armati papabili per essere identificati con il mitico Tank sul quadrante dell’orologio russo Vostok sono i seguenti:

Difficile dire con certezza quale carro armato sia stato rappresentato, probabilmente solo chi lavorò al progetto in Vostok ha questa informazione. Personalmente mentre in un primo momento ero molto propenso ad attribuire l’immagine al T34/85 ora come ora non sono più così sicuro.

Probabilmente aver ristretto il campo può essere utile e qualche approfondimento per chi fosse interessato a queste affascinanti macchine da guerra non guasta mai.

Ulteriori suggerimenti, notizie o critiche sono le benvenute.

Anche questa volta il più comune e diffuso orologio russo Vostok ha in sè un piccolo  mistero.


L’argomento ha per fortuna suscitato interesse ovunque l’abbia sollevato. Ci sono diversi elementi che fanno propendere per il T-62.

La questione è stata affrontata ai seguenti link:

FB Group – Orologi Russi che passione!

CCCP Forum – Sovietaly Blog: perchè l’orologeria sovietica e russa è diventata una passione

VK – СОВЕТСКИЕ ЧАСЫ – USSR WATCHES

Watch.ru

Il mistero del Raketa Marine Navy 24h svelato…

quadrante 24h raketa marine

IL RAKETA MARINE, UN CLASSICO TRA GLI OROLOGI RUSSI, CON UN PICCOLO SEGRETO…

Uno dei miei classici preferiti, uno degli orologi russo/sovietici 24h più famosi e più ricercati.

Spesso indicato tra i “must have” per iniziare una collezione. Uno degli orologi russi dal punto di vista estetico più gradevoli.

quadrante 24h raketa marine
Raketa Marine dial

Se guardiamo con attenzione il quadrante e le funzionalità dell’Raketa Marine possiamo distinguerne principalmente tre:

  • ORARIO 24h

L’orologio monta un calibro Raketa 2623.H ( quindi 26mm di diametro, carica solo manuale, 24h con antishock).

QUI una piccola guida sui calibri russi.

E’ quindi un tipico, se non il tipico orologio russo 24h. La lettura dell’ora non è così complessa come si possa credere, basta considerare semplicemente che la lancetta delle ore effettua un giro in un giorno completo e non due volte come negli orologi a cui siamo abituati. Questo comporta uno sfasamanto tra gli indici delle ore e quelli dei minuti che approfondiremo successivamente. L’orologio nelle varie versioni, russa, sovietica e con marchio di qualità GOST, differisce veramente di poco. Il Raketa Marine risulta sempre ben visibile e ben leggibile.

  • TURNAZIONI DI GUARDIA

Una delle caratteristiche distintive di quest’orologio è la ghiera girevole interna, regolabile da una apposita corona posta sotto quella di carica a d ore “8” in questo caso. La ghiera ha un utilizzo molto semplice e serve ad identificare gli orari dei turni di guardia. Questi ultimi in marina sono fatti da 4 ore di guardia e 4 ore di riposo. I tre turni di guardia e i tre turni di riposo compongono quindi nella loro totalità le 24 ore. La ghiera è girevole per impostare comodamente l’inizio del primo turno.

A questo punto iniziano però i misteri del raketa Marine… Il fatto che uno dei turni di 4 ore sia in rosso e gli altri due in blu ha un qualche significato, o serve solo per evidenziare quello che è il primo turno? L’esperienza mi insegna che i russi sono molto precisi e non fanno mai le cose a caso. Su quest’aspetto devo ancora indagare, anche se probabilmente l’ipotesi di indicazione del primo turno rimane la più plausibile.

  • PERIODO DI SILENZIO RADIO

Ma il mistero più fitto che circonda da tempo il raketa Marine, che spero di aver risolto una volta per tutte ( magari per qualcuno era chiaro, ma molte persone, se interpellate non hanno saputo dare risposta ), riguarda le linee blu presenti sul quadrante tra le ore 6:00 e 7:00 e tra le 18:00 e le 19:00.

Si tratta di questi simboli grafici a cui risulta non molto intuitivo dare uno scopo all’interno del giorno.

Il “mistero” del Raketa Marine si risolve come il solito con una attenta osservazione e una ricerca in internet un po’ approfondita.

Come dicevo prima i russi sono decisamente precisi e osservando bene il quadrante di questo orologio russo si può osservare come le linee siano blu, come gli indici dei minuti e non come quelli delle ore, che sono neri. Se si pone ancora più attenzione si vede che le linee sono “allineate” con i minuti e non con le ore.

Fatta quest’osservazione e raccolte informazioni relative a cosa possa succedere per tre minuti ogni mezz’ora e non per due ore ogni 24 si scopre una pratica ben conosciuta all’interno delle navi ( su di un Raketa Marine tutto prende senso) cioè il “periodo di silenzio radio“.

L’animazione qui sotto aiuta a comprendere correttamente quanto sopra esplicitato.

 

 

raketa marine radio room mistery gif

Di cosa si tratta? In maniera molto semplicistica si tratta di alcuni minuti ( precisamente i minuti 15-16-17 e 45-46 e 47 di ogni ora ) in cui si chiede agli operatori radio di non effettuare trasmissioni ma di mettersi in ascolto per permettere di captare eventuali SOS  lanciati da navi in pericolo. Questo periodo riguarda solo la frequenza di ascolto telegrafica di 500 mHz. Esiste anche un altro periodo di acolto di una frequenza diversa per captare eventuali messaggi radio di MAYDAY.

L’argomento può essere approfondito a questo link in inglese: RADIO SILENCE

GLI OROLOGI RADIO ROOM

In rete si trovano molti esempi e due spesso usati sono di famosi orologi sovietici:

Probabilmente per questioni legate alla leggibilità del quadrante dell’orologio è stato evidenziato solo il periodo relativo alle tramissioni telegrafiche da 500 kHz.

La pratica di ascolto sulle onde medie alla frequenza di 500 kHz è andata in disuso nel 1999 dopo circa 90 anni, sostituita da sistemi decisamente più moderni e affidabili. All’epoca di progettazione del Raketa Marine quindi la pratica era ancora in uso.

QUI interessanti approfondimenti su l’utilizzo di questa frequenza.

A ben vedere però esistono molti “Radio Room Clock” che riportano solo questa fascia. Sono probabilmente di periodo precedente all’introduzione di quello completo con le 4 fasce di ascolto orarie.

Qui sotto ne vediamo un esempio storico.

Spero che con questo ragionamento si possano considerare dissipati tutti i dubbi che hanno circondato quelle piccole linee blu presenti sul quadrante del Raketa Marine.

Molto si è detto e raccontato riguardo a quest’orologio. Mi permetto qui sotto di evidenziare la videorecensione dell’amico Carlo ( QUI IL SUO CANALE YOUTUBE) che spero in qualche modo di aver aiutato a risolvere il mistero… 😉

Come sempre qualsiasi orologio russo o sovietico è un interessante spunto per approfondire e imparare cose nuove ed interessanti.

 

 

Vostok Komandirskie – Missile Troops and Artillery

quadrante vostok komandirskie truppe missilistiche artiglieria

Non sono molto per gli orologi Vostok made in Russia, specialmente quelli color ottone, preferisco di gran lunga quelli CCCP “DOC”.

Questo orologio russo però l’ho trovato per pochi euro in un lotto e quindi ho fatto buon viso a cattivo gioco senza saperne molto.

Fatto sta che qualsiasi orologio russo o sovietico prendo in mano, trovo sempre qualcosa che mi incuriosisca e mi convinca ad approfondire qualche informazione.

Stiamo parlando nella fattispecie di questo orologio:

 

quadrante vostok komandirskie truppe missilistiche artiglieria
quadrante vostok komandirskie truppe missilistiche artiglieria

La cassa è decismaente standard tra quelli di nuova produzione e al di là delle condizioni estetiche non ottimali, mi colpiscono due cose del quadrante.

Innanzitutto le due stelle al posto degli indici delle ore 11 e 2. Non mi ricordo di aver visto questo particolare in altri quadranti ( ma potrei sbagliarmi ).

La cosa più comunemente vista è la singola stella rossa, o al posto dell’indice di mezzodì, o sopra le ore 6. In questo caso poi le stelle sono dorate. cercherò di approfondire se c’è una qualche correlazione ( tipo i gradi ) rispetto al badge presente nella parte inferiore del quadrante.

Ma veniamo alla simbologia presente sul quadrante di questo orologio,  di che cosa si tratta?

Iniziamo col dire che l’immagine è composta di tre elementi:

  1. Alloro
  2. Cannoni
  3. Missile

Dopo qualche ricerca veloce e un piccolo aiuto da parte di un amico olandese ecco svelato il mistero:

toppa ricamata truppe missilistiche e artiglieria
toppa ricamata truppe missilistiche e artiglieria

La scritta: ракетные войска и артиллерия significa: Forze Missilistiche e Artiglieria

Si tratta quindi di un Vostok commemorativo di queste forze armate, che fanno parte delle Vooružënnye Sily Rossijskoj Federacii ossia delle Forze Armate della Federazione Russa.

Piccola curiosità, il 19 novembre la Russia celebra il “Giorno delle forze missilistiche e dell’artiglieria della Federazione Russa”.

Qui di seguito potete vedere un video a tal proposito:

 

Per chi si vuole impegnare di seguito il link della pagina di wikipedia in russo: LINK

Le informazioni interessanti che sono riuscito ad estrapolare riguardano l’esistenza di:

Sono quindi al loro interno separate e organizzate. Si tratta comunque di truppe delle forze di terra che rappresenta il principale mezzo di fuoco e di distruzione nucleare del nemico.

Hanno il compito di svolgere i seguenti compiti loro assegnati ( semplicemente tradotti da QUESTO SITO in russo)

  • la conquista e la conservazione della superiorità del fuoco sul nemico;
  • la sconfitta dei suoi mezzi di attacco nucleare, manodopera, armi, equipaggiamento militare e speciale;
  • disorganizzazione dei sistemi di comando e controllo di truppe e armi, ricognizione e guerra elettronica;
  • distruzione di strutture difensive a lungo termine e altre infrastrutture;
  • interruzione della retroguardia operativa e militare;
  • indebolimento e isolamento dei secondi scudi e riserve del nemico;
  • la distruzione dei carri armati e di altri veicoli corazzati penetrata nella profondità del nemico;
  • coprendo fianchi e giunti aperti;
  • partecipazione alla distruzione delle forze nemiche d’assalto aereo e marittimo;
  • estrazione remota di terreni e oggetti;
  • manutenzione leggera delle operazioni notturne delle truppe;
  • fumare, accecare oggetti nemici;
  • distribuzione di materiali di propaganda e altri.

 

Molte le informazioni che a questo punto, una volta chiarito il significato del quadrante di questo orologio che si possono reperire in internet.

Sul retro dell’orologio un fondello lavorato riportante l’aquila bicipite russa

fondello vostok komandirskie truppe missilistiche artiglieria
fondello vostok komandirskie truppe missilistiche artiglieria

che rappresenta semplicmente lo stemma della russia.

Dell’aquila bicipite ho già trattato in maniera approfondita in questo articolo

479px-Coat_of_Arms_of_the_Russian_Federation.svg

 

Le scritte sul fondello, giusto per curiosità significano:

водонепроницаемые –> IMPERMEABILE

россия –> RUSSIA

 

Anche un semplice vostok da pochi euro può essere uno spunto interessante per imparare qualcosa di nuovo.

 

Zim Aquila Bicipite ’90

quadrante orologio russo Zim aquila bicipite

Domenica mattina durante una delle mie scorribande mattutine presso un mercatino delle pulci mi sono imbattuto in questo Zim anni ’90 con cassa annerita, vetro minerale bombato( purtroppo rigato ), sfere coerenti e quadrante con una importante aquila bicipite su sfondo blu.

La mancanza sia della scritta “made in USSR” che “made in russia” lo posiziona nel periodo di transizione in cui il simbolo dell’aquila bicipite, dopo circa settant’anni di falce e martello, è stato ripristinato. Questo lega quest’orologio quindi ad un preciso periodo storico di transizione molto interessante.

L’orologio mi ha decisamente incuriosito in quanto ho spesso visto l’aquila a due teste ma non mi sono mai fermato a capire cosa significhi in realtà.
Questo l’orologio:

orologio russo Zim aquila bicipite vetro rovinato
orologio russo Zim aquila bicipite

Iniziando a cercare informazioni riguardo al simbolo si scopre che le origini sono addirittura di periodo romano. Sembra che il primo utilizzo sia stato per opera di Costantino I nel I secolo d.C. Il significato delle due teste, rivolte in due direzioni opposte a partire dal collo, diventa chiaro nel momento in cui si pensa all’unione di due imperi ( in questo caso quello d’oriente e quello d’occidente).

Ancora oggi molte bandiere riportano questo simbolo in forma più o meno diversa. Senza prendere in considerazione la Russia, di cui poi parleremo in maniera più approfondita citiamo: Albania, Armenia, Montenegro, Serbia.

669px-Coat_of_arms_of_Albania.svg 412px-Coat_of_arms_of_Armenia.svg Coat_of_arms_of_Montenegro.svgGrb_Nemanjica_mini_transparent

 

 

 

 

Anche diverse città riportano nel loro stemma l’aquila bicipite, per fare alcuni esempi: Belgrado, Essen, Velletri.

Coat_of_Arms_Belgrade 776px-DEU_Essen_COA.svg Velletri-Stemma_it

Unica eccezione rilevata è la città di Fiume in Croazia il cui stemma riporta un’aquila bicipite con entrambe le teste rivolte verso destra.

Fiumestemma

Per quanto riguarda lo stemma russo la questione è abbastanza complessa e le fonti non sono sempre in accordo. Ho cercato quindi di fare una ricerca ragionevolmente approfondita per cercare di capire il significato del dial di questo orologio.

Partiamo dall’attuale stemma della Russia che riporta un aquila bicipite dorata su sfondo rosso. Accollato all’aquila lo stemma di Mosca ( riportante San Giorgio)

574px-Coat_of_Arms_of_Moscow.svg

Chiaramente nel corso del tempo lo stemma è cambiato. L’aquila è passata dal color oro al nero per poi tornare al color oro. Anche le corone sono apparse e scomparse per poi riapparire. Attualmente  le due teste sono sormontate da una corona ed un’ulteriore corona, a simboleggiare ulteriormente l’unione, sopra di queste.

Orologio Russo Zim con aquila bicipite russa Corone
Zim aquila bicipite anni ’80 russia corone

Negli artigli l’aquila stringe nella sinistra uno scettro e nella destra un globo crucigero, entrambi simboli di potere.

Orologio Russo Zim con aquila bicipite russa Artigli
Zim aquila bicipite anni ’80 russia Artigli

 

Chiaramente dopo la rivoluzione d’ottobre nel 1917 dopo un primo momento in cui divenne bianca lo stemma venne sostituito dalla falce e il martello, in un primo momento contornata da fasci di frumento

Flag_of_the_Soviet_Union_(1923).svg

Questa l’ultima versione della bandiera:

1200px-Flag_of_the_Soviet_Union.svg

Dopo circa settant’anni di assenza nel 1993 l’aquila è stata riportata in auge diventando tutt’oggi lo stemma della Russia

479px-Coat_of_Arms_of_the_Russian_Federation.svg

Lo stemma riportato sul quadrante dell’orologio sembra essere una versione molto vicina a quella approvata dagli Zar nel 1856 ( NDR vedi QUI ) La principale novità rispetto alla precedente versione è la comparsa degli 8 scudetti con “le armi dei domìni dell’impero” sulle ali spiegate dell’aquila e la figura di San Giorgio rivolta verso l’asta, araldicamente corretta ( non riportata sul quadrante dell’orologio ) . Anche l’aquila ha assunto un aspetto più “teutonico”.

russiastimp

quadrante orologio russo Zim aquila bicipite
quadrante zim aquila russa bicipite

Dopo qualche ricerca sono riuscito a capire a cosa si riferiscano gli 8 scudetti presenti sulle ali dell’aquila presente sul quadrante. Si tratta degli scudetti relativi ad alcuni territori dell’allora Impero Russo.

Dall’alto verso il basso sull’ala di DESTRA: Kazan, PoloniaChersoneso Taurico e, riunite in un unico scudetto, di Kiev, Vladimir e Novgorod.

Coat_of_Arms_of_Kazan_(Tatarstan).svg 509px-Herb_Polski.svgChersoneo 80px-COA_of_Kyiv_Kurovskyi.svg 80px-Coat_of_Arms_of_Vladimir_(1781)80px-Coat_of_Arms_of_Veliky_Novgorod

Dall’alto verso il basso sull’ala di SINISTRA: Astrakan, Novosibirsk, Georgia e Finlandia

Coat_of_Arms_of_Astrakhan.svg 80px-Coat_of_Arms_of_Novosibirsk.svg 80px-Greater_coat_of_arms_of_Georgia.svg80px-Coat_of_arms_of_Finland.svg

Al centro accollato ci dovrebbe essere lo scudo di Mosca circondato dal Collare dell’Ordine di Sant’Andrea Protocleto.

607px-Order_of_Saint_Andrew.svg

Lo scudo di Mosca è stato probabilmente sacrificato per via della presenza dei pignoni delle lancette.

Orologio Russo Zim con aquila bicipite russa centro
Zim aquila bicipite anni ’80 russia centro

Non sono riuscito a trovare l’orologio nei cataloghi conosciuti.

Inutile dire che un comunissimo orologio Zim degli anni ’90 trovato in un mercatino è stato utile per approfondire una serie di argomenti a cui personalmente non avevo mai dato molta attenzione.

Come sempre l’orologeria russo/sovietica è uno spunto interessante per apprendere qualcosa di nuovo.

Lancette Sovietiche

Ritaglio schermata pagina Lancette Sovietiche Collezionare Sovietaly intervista

Strano a dirsi ma ogni tanto anche una collezione di orologi sovietici/russi può essere apprezzata e riconosciuta anche dai non addetti ai lavori.

Un paio di anni fa avevo contattato diverse testate giornalistiche legate al collezionismo per promuovere la collezione di pubblicità Pirelli di mio padre, tra cui la testata “Collezionare” presente sia in forma cartacea che digitale: www.collezionare.com

L’intervista fatta a mio padre è possibile trovarla a questo link:

 

Visto il contatto già presente in rubrica un paio di mesi fa mi sono permesso di ricontattare la giornalista che ha realizzato l’intervista e le ho chiesto se potesse interessarle anche avere qualche informazione sulla mia collezione di orologi russo/sovietici. Di lì a qualche giorno mi ha ricontattato per fissare una intervista telefonica.

Il 14 aprile 2018 è stata pubblicata la versione online dell’intervista che è possibile leggere a questo link:

http://www.collezionare.com/articoli/archivio/276-aprile-2018/214154-orologi-russi-collezione-andrea-manini

 

 

Qui sotto è possibile trovare la trascrizione dell’intervista che mi è stata fatta:

 

Lancette Sovietiche

L’orologeria russa nella collezione di Andrea Manini, quarantaquattrenne milanese che dal 1992 ha raccolto oltre 400 esemplari. “La cosa che mi diverte molto è che, diversamente dagli orologi svizzeri, quelli russi celano sempre una storia da raccontare”

Molte sono le storie che ruotano intorno all’orologeria sovietica. Tra tutte, quelle che riguardano Jurij Gagarin, il primo uomo a conquistare lo spazio, sono le più controverse. Infatti, quale fosse l’orologio indossato dal cosmonauta russo durante quella celebre missione del 1961, nessuno lo può dire con precisione. C’è chi sostiene che indossasse un orologio dalla Poljot – in cirillico Полет – modello Sturmanskie, prodotto dalla Prima fabbrica di orologi di Mosca e passato alla storia come il corrispettivo russo dello Speedmaster portato in missione lunare prima da Armstrong, poi da Buzz Aldrin. Altri invece, sostengono che fosse il Tipe One fabbricato dalla Sturmanskie – Штурманские –, citando come prova schiacciante la fotografia in cui l’astronauta indossa sopra la tuta rossa, proprio questo modello. “Ma chi può dirlo con certezza? magari si tratta di uno scatto rubato durante una semplice esercitazione?”. Con questo interrogativo il collezionista Andrea Manini, quarantaquattrenne milanese, ci sottolinea quanto a volte siano misteriose le storie di questi famosi segnatempo. Conosciuti e apprezzati in diversi Paesi del mondo, in Italia hanno spesso subito il confronto con gli orologi svizzeri e per questo, da molti continuano ad essere considerati erroneamente come scarsi a prescindere. Cerchiamo attraverso la collezione Manini di capire anche i motivi di tanto snobismo.

Andrea, il vero boom dell’orologeria russa nel nostro Paese arriva nei primi anni Novanta, con la fine dell’URSS. Anche lei, come molti, incomincia in quel periodo ad appassionarsi a questi oggetti?
Il 1992 è per me l’anno zero, quello in cui inizio ad avvicinarmi a questi bellissimi orologi. In quell’anno, il primo dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, tutte le merci particolari provenienti dall’ex URSS diventano molto ricercate e anche gli orologi russi cominciano ad entrare nelle nostre gioiellerie. Nel corso degli anni ho incrementato la mia raccolta, raggiungendo circa quattrocento esemplari.

Ricorda ancora il suo primo acquisto?
Sono particolarmente affezionato al numero uno della mia collezione, un orologio da polso acquistato per poche lire in uno di quei banchi allestiti dai polacchi che a partire dalla fine del 1991 era consuetudine trovare sulle strade provinciali di tutta Italia. L’aspetto militare e il razzo disegnato sul quadrante mi hanno attratto e solo in un secondo momento ho scoperto che quell’orologio era un modello della Vostok – in cirillico Восток – chiamato Komandirskie e che il razzo vettore disegnato era il celebre Vostok 1 con il quale Gagarin nel 1961 ha orbitato intorno alla terra. La cosa che mi diverte molto è che, diversamente dagli orologi svizzeri, quelli russi celano sempre una storia da raccontare.

Ed è proprio in base a queste storie che i collezionisti degli orologi russi individuano le diverse categorie di raccolta…
Proprio così. Io mi concentro sia sulle avventure spaziali russe sia sugli orologi sovietici creati per il mercato italiano. Esistono però almeno altri due filoni: quello delle esplorazioni polari sovietiche – artiche o antartiche – e quello dedicato alle poche, ma lunghissime ferrovie russe e in particolar modo in riferimento alla linea BAM.

Immagino che gli orologi a tema spaziale siano numerosi, anche perché è stata la Russia a battere tutti i record in questo campo…
…in primis con lo Sputnik, il primo satellite nello spazio, poi con Laika il primo animale a raggiungere l’orbita spaziale, per non parlare di Gagarin e della Tereškova rispettivamente il primo uomo e la prima donna ad andare nello spazio. Il tema è quindi molto avvincente ed esistono modelli commemorativi per ogni evento importante. La curiosità è che non sono mai stati creati, se non di recente, modelli celebrativi di Laika.

L’evoluzione dell’orologeria russa è molto complessa e si interseca con la storia sociale, politica e militare del Paese…
Al tempo degli Zar i principali produttori di orologi erano le botteghe artigianali in grado di fabbricare esemplari molto rifiniti e particolari. Con la caduta dell’Impero e l’avvento dell’Unione Sovietica iniziarono il vero cambiamento stimolato dalla necessità di fornire orologi ai civili e ai militari senza doverli importare e pagarli in oro, data la debolezza della moneta di allora. Per rendersi autonomi e produrre gli orologi direttamente sul proprio territorio, i russi trovarono più conveniente acquistare dei macchinari provenienti da ditte americane in fallimento. I primi esemplari realizzati erano da tasca, ma gradualmente passarono alla fabbricazione di orologi da polso, massificandone la produzione. Le numerose aziende sorte, tutte statali, avevano nomi che prendevano spunto o dalla Guerra o dalle avventure nello Spazio.

Ci può fare qualche esempio?
La Prima fabbrica moscovita di orologi, diventata in un secondo momento la Poljot – Полет – che tra le tante cose vuol dire volo, la Raketa – Pакета – significa razzo, la Pobeda – Победа – vuol dire vittoria, dedicata alla Seconda Guerra Mondiale. Poi vi è la Chaika – Чайка – che vuol dire Gabbiano, ma in realtà Chaika era il nome in codice di Valentina Tereškova durante il suo volo nello spazio, e potremmo continuare.  

Abbiamo parlato di produzione di massa e i russi in questo sono stati degli antesignani, anche se la fabbricazione di migliaia di pezzi a volte ha tralasciato l’aspetto qualitativo. Gli orologi prodotti, però, tra gli anni Sessanta e Settanta, nonostante tutto, sono superiori poiché si riusciva ancora a prestare attenzione ai dettagli. In quegli anni venivano già esportati?
Sì. Tra l’altro con prezzi decisamente bassi rispetto al valore reale del prodotto. Questa era una precisa strategia imposta dallo Stato, allora l’unico proprietario delle aziende, per favorire l’esportazione. Quindi soprattutto per gli esemplari prodotti in quegli anni, il prezzo calmierato non indica una scarsa qualità. In Italia però, è ancora molto diffusa l’idea che questi orologi siano modesti e questo falso mito è dovuto in parte, alla vicinanza del nostro Paese con la Svizzera, patria indiscussa dell’orologeria mondiale e in parte, all’importazione di massa fatta principalmente da due società come la Time Trend e la Mirabilia. Un monopolio che ha fornito una visione ristretta del mondo dell’orologeria russa, che al contrario è vastissimo e articolato.

I Russi avevano capito l’importanza dell’esportazione e del marketing, tanto da creare orologi con loghi adatti all’export o modelli ad hoc per determinati mercati…
Per favorire l’esportazione con l’Inghilterra, per esempio, i marchi Raketa, Slava e Poljot venivano sostituiti con il brand SeKonda e la scritta made in URSS in caratteri latini.
Quindi logo diverso, ma orologi identici.

Invece per il mercato italiano?
L’Italia è diventato uno dei mercati principali per gli orologi russi ed esistono molti modelli creati ad hoc e come le dicevo, una parte della mia collezione si concentra proprio su questo. Tra i  tanti esemplari realizzati per il mercato italiano possiamo citare il Fri Fri prodotto dalla Slava – Cлава – con il quadrante completamente rosa e il modello California, con quadrante nero ed indici rosa. Una particolarità: per il nostro mercato sono stati creati anche due cronografi unici nel loro genere perché utilizzano la cassa dei Komandirskie della Vostok e il calibro della Poljot. Venivano poi impacchettati con una bellissima confezione di legno e venduti in gioielleria ad un prezzo importante.

La Vostok è famosa per essere l’azienda che ha prodotto gli orologi utilizzati dai militari e  forse anche quelli per l’armata russa…
In realtà la Vostok era un’azienda che ha prodotto orologi dall’aspetto militare. Forse il fraintendimento deriva dal fatto che in alcuni Komandirskie compare la scritta ЗAKA3 MO CCCP e per questo vengono erroneamente scambiati per orologi militari, ma in realtà significa solo che erano stati commissionati dallo Stato e dal Ministero della difesa dell’URSS. L’orologio dell’armata russa, invece è una splendida operazione di marketing della Time Trend per il nostro mercato.

E il modello Amphibia?
Prende il nome dalla particolare vite del fondello creata dalla Vostok, su richiesta della marina di progettare un orologio che potesse essere utilizzato dai sub. Questi modelli inoltre, utilizzano una calotta in vetro plastica e cassa in acciaio così da essere ancora più resistenti.

Tra i modelli più rari della sua collezione?
Sicuramente un Raketa, Big Zero con il quadrante in Nefrite, una pietra dura di color verde simile alla Giada.

Trovare i modelli più rari non è certo facile visto che il mercato, soprattutto online, spesso offre pezzi banali e spesso falsi…
Gli esemplari migliori della mia collezione sono stati recuperati solamente offline. Su internet si trova di tutto e per questo bisogna prestare attenzione ai falsi e soprattutto agli assemblati. Questi ultimi sono frequenti, poiché le aziende russe hanno sempre prodotto le varie componenti dell’orologio compatibili e questo facilita il fatto di poter assemblare pezzi di diverse aziende e creare orologi che non sono mai usciti da nessuna fabbrica, ma che funzionano perfettamente. Inoltre arrivano dall’Ucraina quadranti riprodotti che spesso sono acquistati da collezionisti non esperti e montati su orologi con meccanismi originali. Per questo consiglio di consultare collezionisti più preparati ed affidabili prima di avventurarsi nell’acquisto. Oggi esistono numerosi forum e gruppi in cui è possibile scambiare pareri e consigli.

Translate »