Gli orologi sovietici sono solo orologi da polso?

vintage clock ussr

Certo che NO, ci sono anche altri orologi russi e sovietici bellissimi e inattesi…

La produzione di orologi sovietici non è caratterizzata solo dagli orologi da polso, ma anche da una immensa produzione di orologi da tavolo, da parete, cucù e sveglie. Dalle forme particolari e molto spesso leggere e aggraziate.

Premetto che non sono un esperto in materia, ma vorrei parlarvi per quanto possibile, di una mia interessante esperienza personale, che mi ha fatto apprezzare moltissimo questa produzione di orologi.

 

IL CONTESTO STORICO

Credo che sia necessario contestualizzare la realtà dell’Europa e dell’Unione Sovietica principalmente nel dopoguerra. Una sveglia meccanica o un orologio da parete non erano uno sfizio come ai giorni nostri, ma una reale necessità della famiglia. Un affidabile orologio meccanico a muro o sul comodino era, insieme all’orologio del campanile o della piazza del comune, quella cosa che scandiva le giornate e sincronizzava la vita degli abitanti della comunità. Gli orologi da polso in qualche caso erano difficili e costosi da reperire, soprattutto nelle regioni più remote e meno industrializzate. Nell’economia pianificata anche questa esigenza era compresa e industrializzata.

 

LA MIA ESPERIENZA PERSONALE

Questo scritto nasce da un incontro casuale avvenuto nel mondo dei social. Rispetto alla data in cui scrivo ho da poco ripreso in mano con un piano un po’ più definito la gestione della mia pagina Facebook e Instagram. Durante l’esplorazione del feed giornaliero di Instagram mi sono imbattuto in alcune immagini di un bellissimo orologio da tavolo in riparazione. La cosa mi ha immediatamente colpito.

In un flusso continuo di immagini di orologi russi da polso, vedere questi grossi meccanismi così diversi da quelli a cui sono abituato, mi ha immediatamente colpito. Piacevolmente colpito.

L’account su Instagram di cui vi sto parlando è: old_clock_ussr (link diretto al profilo). Consiglio a tutti quelli che stanno leggendo di andarci a curiosare.

Incuriosito mi sono messo in contatto con la persona che sta dietro l’account e dopo qualche messaggio ho scoperto un vero appassionato capace di ridare vita a questi gioielli di un’epoca passata.

 

CHI E’ old_clock_ussr?

Il suo nome è Roman e mi sembra giusto, visto che stiamo parlando di lui e della sua passione, lasciargli lo spazio per presentarsi in autonomia:

 

Posso parlarvi un po’ di me e di come è iniziato il mio hobby.
Tutto iniziò nella mia prima infanzia, probabilmente da qualche parte nel subconscio mi sono ricordato di come mio padre era impegnato nella riparazione degli orologi. Ho vissuto e vivo tutt’ora nella città di Samara (Kuibyshev), in questa città si trovava una delle più grandi fabbriche di orologi, la ZIM, dove lavorava mio padre.
Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, tutte le industrie hanno iniziato a saccheggiare e chiudere, è stato doloroso vedere come le persone, un tempo grandiose e il paese iniziarono a sprofondare nella povertà e nell’ingiustizia. Bene, ma non parliamone qui. Passarono gli anni e sono cresciuto, sono diventato un capo famiglia e io e mia moglie abbiamo avuto un figlio. Ora ha 3 anni. Durante questo periodo, ho studiato ingegneria civile e sono salito alla posizione di responsabile.
Proprio l’anno scorso, il 25 agosto, mentre passeggiavo per il mercato delle pulci con la mia famiglia, un sabato mattina presto ho visto un orologio in un banchetto di un signore anziano che giaceva in un mucchio di cianfrusaglie, era magnifico, le condizioni erano stupende, il design degli anni ’70 mi ha colpito immediatamente. Ho preso questo orologio da scrivania e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che funzionasse non con una batteria, ma con l’aiuto della meccanica.
Dopo 2 mesi ho avuto purtroppo un attacco di cuore, ero in terapia intensiva e ho pensato a quanto ero fortunato a rimanere in vita e che sarei stato presto con la mia famiglia: mio figlio, mia moglie e i genitori. Durante il tempo trascorso in ospedale, mi è mancato davvero il molto mio hobby.
Prima della mia malattia, avevo solo tre orologi nella mia collezione. Ma in pochi mesi, più precisamente in tre, è cresciuto fino a 30 pezzi. Mi piace il mio hobby e in questo la mia famiglia mi supporta in tutto. Compro orologi che necessitano di riparazioni, abbandonati, rotti, li porto a casa mia e gli do una seconda vita. Spero tanto che mio figlio sarà interessato a questo quando crescerà, perché alcuni di questi orologi avranno 100 anni e più 😉 !!!

 

Sul suo profilo Instagram facilmente trovabile è possibile vedere molti dei suoi orologi e seguirlo nelle varie riparazioni. Nello smontaggio, pulizia, ri-assemblaggio dei vari orologi. Vi assicuro che sono uno spettacolo!

GLI OROLOGI SOVIETICI NON DA POLSO

Le tipologie sono talmente tante che diventa veramente difficile trovare un titolo per rappresentarle tutte. Iniziamo col dire che possono essere riunite in diverse macro-categorie, che a loro volta potrebbero essere declinate in categorie più piccole:

  • Orologi da tavolo
  • Orologi da parete
  • Orologi a pendolo
  • Sveglie da comodino
  • Sveglie da viaggio
  • Orologi da strada
  • Orologi per municipi e campanili

Nella industria pianificata sovietica vi erano interi reparti di fabbrica destinati alla progettazione e alla realizzazione di questi orologi. Qui sotto un elenco NON esaustivo delle marche di orologi:

  • Slava
  • Jantar
  • Vesna
  • Druzhba
  • ОЧЗ (Oryol Watch Factory)
  • Rostov
  • Vostok

L’elenco credo si possa allungare non da poco e se consideriamo anche alcuni orologi da scrivania che utilizzano calibri di orologi da polso (quelli ad esempio utilizzati dai maestri a scuola) possiamo aggiungere anche marche come Raketa e Zim.

 

I CALIBRI DEGLI OROLOGI

Qui devo ammettere la mia ignoranza in materia. Li guardo, posso intuirne le parti e il funzionamento, ma finisce lì. Chiaramente i calibri di questa tipologia di orologi sono molto diversi da quelli da polso, potendosi permettere dimensioni maggiori e di conseguenza anche una semplicità costruttiva maggiore. Le maggiori dimensioni e la staticità intrinseca dell’orologio permettono anche di avere una buona precisione. I movimenti hanno diversi rubini che ne garantiscono la marcia, spesso il numero è inferiore a quelli da polso.

Qui è possibile vedere alcuni esempi di calibri:

Un’altra delle caratteristiche che rendono, a mio parere, questi orologi bellissimi è la presenza spesso della suoneria delle ore e delle sveglie, spesso con 3 o 4 note musicali. Il calibro si complica quindi nella gestione della suoneria e del jingle musicale proposto.

SCORRETE FINO IN FONDO PER VEDERE ALCUNI ESEMPI

Sono presenti anche orologi a cucù con delle caratteristiche estetiche molto peculiari che li rendono facilmente distinguibili da quelli più comuni di produzione tedesca ad esempio

 

LA COLLEZIONE SOVIETALY™

La mia personale collezione di orologi da tavolo e sveglie sovietica non è lontanamente paragonabile a quella di old_clock_ussr. Reperire questa tipologia di orologi in Italia è abbastanza complesso sia per via delle dimensioni che del peso. Le poche che ho però fanno bella mostra di sé in casa in quanto le ritengo pezzi decisamente interessanti. Non escludo in futuro di cercare di entrare in possesso di qualche orologio da tavolo.

 

LINKS E ALTRE RISORSE

Vesna table clock jingle alarm

Wall clock jingle

Woodpeaker Jantar Clock

Il mistero del Vostok Cosmopolis Космополис svelato…

quadrante vostok amphibia cosmopolis

UNA NUOVA TEORIA PER L’AMPHIBIA VOSTOK COSMOPOLIS

 

Uno degli orologi che ho cercato per più tempo è il  Vostok Cosmopolis che ho visto spesso nei forum associato al Cosmodromo di Baikonur.

Si tratta generalmente di un Amphibia con cassa tonda con un particolare quadrante che mostra un grosso occhio, o così sempra, colorato di blu e di rosso su di un rettangolo con delle righe di diversi spessori verde.

In alto sulla destra del rettangolo è riportata la scritta in cirillico: КОСМОПОЛИС e in basso sulla sinistra la scritta in caratteri latini COSMOPOLIS

 

CARATTERISTICHE DEL VOSTOK COSMOPOLIS

Si tratta di un Vostok di periodo sovietico con le classiche lancette degli Amphibia, quella delle ore a forma di freccia, metre quella dei minuti lineare e la lancetta dei secondi rossa con pallino fluorescente. La ghiera girevole bidirezionale esterna con il classico dot luminescente.

 

quadrante vostok amphibia cosmopolis
Vostok Amphibia Cosmopolis dial

LE ATTUALI TEORIE SUL VOSTOK COSMOPOLIS

1) IL COSMODROMO DI BAIKONUR

Quella più semplice fa riferimento al Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. La scritta in cirillico e in latino fa spaziare la fantasia ponendo l’occhio come uno sguardo al futuro e via dicendo, però rimane la teoria più debole in assoluto in quanto credo che sarebbero stati più espliciti in periodo sovietico nei riferimenti all’avventura spaziale.

2) LE CITTA’ DELLO SPAZIO

Un’altra teoria la si può trovare sul forum WUS con un thread lanciato nel 2006 da Mark gordon e che è possibile trovare qui: https://forums.watchuseek.com/f10/you-say-cosmopolis-i-say-kosmopolis-31272.html
Nei vari scambi si parla di una città dello spazio e si fanno ipotesi fantasiose che anche in questo caso riportano in qualche modo al Cosmodromo di Baikonur.

3) IL COSMISMO

Un altra interessante spiegazione la si può trovare nel forum italiano OROLOGIKO nel thread dedicato agli orologi spaziali. Tra i vari partecipanti l’utente “Mchap” lancia la teoria del “Cosmismo” il 22 giugno 2010:

Il “cosmismo”, finalmente ho ricordato, ha avuto tar i suoi sostenitori molti grandi scienziati russi tra i quali Konstantin Ziolkovsky, riconosciuto come il padre dell’astronautica russa.
A partire dalle indicazioni su wikipedia si possono trovare molte informazioni.
Lo stesso “Yuri Gagarin, il primo uomo lanciato nello spazio, nel corso del suo primo volo intorno alla Terra trasmise un imbarazzante (per le autorità sovietiche del tempo) messaggio di saluto a Nikolai Kostantinovic Rerikh (1874 -1947), pittore ed occultista russo che aveva vissuto nella regione dell’ Himalaya (5). Rerikh era un teosofo e membro dell’ A.M.O.R.C. (un’organizzazione rosacruciana), studioso di Yoga e vicino al cosmismo.” (http://www.estropico.com/id209.htm)

Interessanti anche:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo. … colo=27966
http://www.airesis.net/IlGiardinoDeiMag … no%201.htm
http://saj.matf.bg.ac.rs/159/pdf/105-109.pdf
Insomma è una traccia da non trascurare, qualcosa poteva essere presente nell’immaginario o, addirittura, nelle convizioni di chi ha disegnato quell’orologio.

Citazione forum Orologiko Mchap martedì 22 giugno 2010, 2:44

4) L’ ILOZOISMO

Sempre nello stesso thread di Orologiko l’utente “mat939” il 16 gennaio 2009 riporta la seguente ipotesi:

Avrei una nuova ipotesi per l’occhio cosmico.
Non ha a che fare con la conquista dello spazio se non indirettamente.
Intanto c’è da dire che qui:

http://www.estropico.com/id209.htm

Konstantin Ziolkovsky viene considerato il fondatore dell’ilozoismo, cosa che mi pare errata, basta leggere cosa ne dice wikipedia:

Il termine ilozoismo (composto dal greco hýlē, “materia”, e zōé “vita”) riguarda la dottrina che concepisce la materia come una forza dinamica vivente che ha in se stessa animazione, movimento e sensibilità senza alcun intervento di principi animatori esterni.
Il termine fu coniato dal filosofo inglese di impostazione platonica Ralph Cudworth (1617-1688)[1] che lo riferì al pensiero materialista di Stratone di Lampsaco e di Spinoza.
Il termine fu usato anche da Kant, a proposito del giudizio teleologico, che lo intese come la dottrina che «fonda i fini della natura sull’analogo di una facoltà che agisce con intenzione, la vita della materia»
Questa dottrina filosofica è presente nei filosofi presocratici, per i quali la sostanza primordiale è materiale e vivente, e negli stoici che teorizzano l’esistenza di un fuoco originario come principio animatore dell’universo.
All’ilozoismo possono riportarsi i filosofi della natura rinascimentali quali Bernardino Telesio, Giordano Bruno e Tommaso Campanella i quali condividono l’idea che vi sia un sostrato materiale, di per sè inerte, che riceve vita e movimento da due forze materiali: il caldo e il freddo.
Nel XIX secolo l’ilozoismo ricomparve in alcuni autori materialisti che ritenevano animati gli atomi e l’etere.

Detto questo mi sono letto il seguente pezzo da qui:

www.cavehill.uwi.edu/fhe/histphil/Philo … schade

Hylozoism

In understanding of the dialectical “One Love” we begin with an understanding of hylozoism. Hyle serves as the first principle out of which the objective Universe was formed. Hylozoism leads to pantheism, with its different forms, and finally to a philosophy called Dialectical Incarnation where “God is love and the totality of reality.”
Inorganic and organic, inanimate and animate, matter and spirit, immanent and transcendent, many of our western philosophies have succumbed to dualism since philosophy’s written origin. The philosophy of hylozoism, like that of the Aum and the Tao, breaks down major elements of this dualistic understanding when it states that all material things possess life. The inanimate/animate, inorganic/organic separation is over. Most simply explained, hylozoism states that there is no such thing as inorganic matter, and everything has life.
For too long humanity has believed that there is a separation between matter, as “void oflife,” and that which is “living.” This inorganic/ organic separation has been a major factor in the way modern humanity views existence.
Some ancient philosophies understand that there is only One Life in all of creation, and that the universe (and all that it contains) is the outward expression of that One Life. In our western framework we call this universal entity God. It is not God and creation but God as creation that is at the root of this thought. We can see why it is, therefore, that the inorganic/organic duality is illusionary. For if there is only One Life manifesting as, and through, the cosmos, then nothing can escape the livingness of that One Life, not even “inorganic” matter.

E poi quest’altro da qui:

http://www.crandallu.ca/courses/grphil/Xenophanes.htm

3.3. God as Spherical and the Cosmos

If God is supposed to be unlike human beings with respect to his (outward) form, then Xenophanes’s detractors no doubt would ask, What then is God’s form? In the surviving fragments nothing is said about the issue, but later writers say that Xenophanes teaches that the outward form of God is spherical. Simplicius reports that Xenophanes’ view about God was that “Being homogeneous throughout he is a sphere in form”. Later Diogenes Laertius writes that for Xenophanes, “The substance of God is spherical, in no way resembling man” (Lives IX. 19). Likewise, Hippolytus comments, “He [Xenophanes] says that the God is eternal and one and similar in all directions and spherical and sentient” (Refut. 1. 12) (see also MXG, 977b 1 [A 28]; Sextus, A 35; Theodoret, A 36). As spherical, God is finite, because a sphere needs boundaries or limits (i.e., finitude) in order to be a sphere.
Xenophanes’s assertion that God is spherical is puzzling, until one realizes that for him God is actually identical to the cosmos, which is a sphere; in other words, God and the cosmos are synonyms. Xenophanes’s conception of God, therefore, is pantheistic and his conception of the cosmos is monistic. Aristotle explains, “While Xenophanes, the first of these partisans of the One (for Parmenides is said to have been his pupil), gave no clear statement, nor does he seem to have grasped the nature of either of these causes, but with reference to the whole material universe he says the One is God” (Metaphysics, 986b 21-25). Aristotle does not say much about Xenophanes’ views because he considers him to be an inferior thinker, yet what he does says indicates that he knew Xenophanes to be a “partisan of the One,” as understanding the cosmos as one entity. Moreover, according to Aristotle, for Xenophanes the one cosmos is God; the all is divine. Similarly, Theodoret says about Xenophanes, “He said that the all was one, spherical and finite, not generated but eternal, and altogether unmoved” (A 36). Since the attributes of the all are the attributes of God, it follows that the all is another name for God. As God, the cosmos is sentient (as Hippolytus reports); in a sense, the cosmos is alive, aware of itself as the cosmos in all its diversity, and capable of volition. In other words, Xenophanes espouses another form of hylozoism, that matter is alive. The identification of the cosmos with God, by the way, explains why God is motionless: if God is the all, where could God go?

Allora la scritta “Cosmopolis”, città del cosmo, potrebbe essere collegata all’ilozoismo e non a Baikonur e l’occhio potrebbe essere veramente quello “cosmico”, cioè quello di Dio, dato che Cosmo e Dio sono la stessa cosa…

Citazione forum Orologiko “mat939” venerdì 16 gennaio 2009, 8:36

In rete non ho trovato molto a riguardo, almeno in inglese e in italiano.

Le informazioni riportate si possono quindi trovare a questi link:

OROLOGIKO: http://www.orologiko.it/forum/viewtopic.php?f=131&t=10772
WUS: https://forums.watchuseek.com/f10/you-say-cosmopolis-i-say-kosmopolis-31272.html

Queste erano le uniche informazioni che fino ad oggi mi permettevano di dare un senso al quadrante dell’orologio.

LA NUOVA TEORIA SUL VOSTOK COSMOPOLIS

Questa mattina come al solito ho condiviso l’orologio da poco arrivato in un gruppo di collezionisti su VK chiedendo se qualcuno avesse qualche informazione riguardo al Vostok Cosmopolis in questione nonostante non avessi molte speranze a riguardo.

Mi ha invece risposto l’utente “Boshdan Boshomolov” dandomi una risposta interessante che ha scatenato una serie di ricerche che hanno portato ad una nuova teoria decisamente plausibile.

La risposta al mio Post in VK è stata la seguente:

Скорее всего на цифере логотип книжного издательства “Космополис” (примерно 1990-1991 годов). На закате СССР любили громкие названия. Вот пример изданной ими книги: “Коммерческие банки / Э. Рид, Р. Коттер, Э. Гилл, Р. Смит ; пер. с англ. А. А. Кандаурова и др.; под ред. В. М. Усоскина. – 2-е изд. – Москва : Космополис, 1991. – 480 с. : ил., табл. – Библиогр.: с. 469. – Указ. имен., предм.: с. 470-473. – Пер. изд.: Commercial banking / E. W. Reed. – ISBN 5-7008-0012-8”

citazione Boshdan Boshomolov VK 27/11/2019

Che tradotto con Google translator in italiano suona più o meno così:

Molto probabilmente, il logo della casa editrice di libri Cosmopolis (circa 1990-1991) è su un numero digitale.  Al tramonto, l’URSS adorava i grandi nomi.  Ecco un esempio di un libro che hanno pubblicato: “Commercial Banks / E. Reed, R. Cotter, E. Gill, R. Smith; tradotto dall’inglese di A. A. Kandaurov e altri; a cura di V. M. Usoskin. –  2a edizione – Mosca: Cosmopolis, 1991. – 480 p .: Ill., Tab. – Bibliografia: p. 469. – Nomi indicati, soggetto: pp. 470-473. – Per.  : Commercial banking / EW Reed. – ISBN 5-7008-0012-8 “

E’ iniziata quindi una ricerca approfondita su diversi motori di ricerca anche russi per venire a capo di questa affermazione e comprendere se rappresentasse una teoria valida.

Le informazioni riguardanti questo libro è possibile averle a QUESTO LINK

Questo libro mi ha permesso di trovare, dopo svariate ricerche, questo sito:

https://fantlab.ru/publisher1390

Al suo interno alcune interessanti informazioni riguardo alla casa editrice “Cosmopolis”di Mosca.
Sembra essere una società sovietico/americana:

Выписка с сайта Российской книжной палаты:

978-5-7008 — Космополис — Совместное советско-американское предприятие. — (М.: Космополис)

123308, Москва, Мневники, 7 — 1, Космополис тел. 946-45-51 факс 411253 MOTUR SU

fantlab.ru

Estratto dal sito web della Camera del libro russo: 978-5-7008 – Cosmopolis – Impresa congiunta sovietico-americana. – (M .: Cosmopolis) 123308, Mosca, Mnevniki, 7 – 1, Cosmopolis tel. 946-45-51 fax 411253 MOTUR SU

Ulteriori informazioni riguardo alla casa editrice Cosmopolis si possono trovare a questo link: https://okpo.ru/egrul_492392255b.html

Sul sito https://fantlab.ru, verificando cosa sia presente per editore, si possono vedere quattro libri.

Non posso che constatare inoltre che si tratta di quattro libri di fantascienza. Il nome Cosmopolis é quindi in un certo qual senso azzeccato.

L’ultimo “В то время я гостила на земле” del 1991 è in assoluto quello che mi ha convinto di più relativamente alla teoria di un orologio commemorativo della casa editrice Cosmopolis.

Il dettaglio riguarda una delle pagine visibili dal sito e che riporta le scritte in cirillico e latino relative alla scritta Cosmopolis molto, ma molto simili a quelle riportate sul quadrante dell’orologio

Анна Ахматова В то время я гостила на земле
Анна Ахматова В то время я гостила на земле

Casa editrice Cosmopolis Mosca 1991
Cosmopolis 1991

 

Un facile confronto permette di vedere come le scritte si assomiglino e la presenza di entrambi i caratteri, dovuti probabilmente alla doppia anima dell’editore, che ricordiamo essere una società americano/sovietica, unito alla presenza della data: 1991 compatibile con il periodo dell’orologio su cui è presente la scritta in cirillico “Made in USSR”, mi fa pensare che il Vostok Cosmopolis sia in realtà un orologio commemorativo della Casa Editrice Cosmopolis di Mosca.

confronto scritte editore cosmopolis vostok amphibia sovietaly mister
Anche a questo sito è possibile vedere che la casa editrice del libro è la russa Cosmopolis: https://www.soyuz.ru/literature/1087004

L’occhio sul quadrante credo sia semplicemente il logo della casa editrice. Ben si sposa con il concetto di lettura per chi di lavoro vende libri.
I colori bianco, rosso e blu all’interno dell’occhio potremmo in maniera un po’ azzardata ricondurli alla bandiera degli USA ( un po’ debole come richiamo ma non si sa mai)

 

 

In quegli anni non credo che fosse necessario depositare o registrare un logo presso qualche istituto e i metodi di stampa di allora non è detto permettessero riproduzioni di loghi in maniera semplice. La ricerca continua, ma al momento non ho la conferma che la casa editrice avesse un proprio logo.

Non quindi un omaggio al cosmodromo di Baikonur o a qualche religione esoterica ma il Vostok Cosmopolis commemora più semplicemente una casa editrice dalla vita molto breve a Mosca, all’inizio degli anni ’90.

Chiaramente non è possibile avere la certezza di quanto affermato, servirebbe la testimonianza di qualcuno che abbia avuto a che fare con la casa editrice Cosmopolis all’epoca o chi ha realizzato la bozza per l’orologio Vostok Cosmopolis.
Rimane comunque per me uno degli orologi più misteriosi e affascinanti della produzione sovietica Vostok.

 

Orologio russo Vostok Tank, ma quale Tank?

quadrante vostok komandirskie tank nero cassa 33XXX

Uno degli orologi russi più conosciuti, se non il più conosciuto e il più diffuso.

Un quadrante nero che nell’immaginario collettivo significa Vostok e ancor di più orologio russo.

Qui un esempio classico con quadrante del periodo transizionale:

 

Qui sovietico in cassa 33XXX:

 

 

Nel corso del tempo una domanda mi è sempre passata per la testa. Ma quale carro armato è rappresentato sul quadrante?

 

 

E’ chiaro che di una schematizzazione si tratta ma a qualche modello si saranno pure ispirati.

Ho così iniziato a cercare qualche informazione e come al solito ho trovato moltissime informazioni e curiosità a riguardo. Iniziamo con il dire che ho iniziato una ricerca partendo dalla silhouette:

Senza però riuscire a capire a quale carro armato si riferisse. Diciamo che la produzione di mezzi corazzati in Unione Sovietica è stata ampia e variegata…

Giusto per fare qualche link di esempio:

Non avendo quindi trovato nulla riguardo a quale possa essere il carro armato presente sul quadrante dell’orologio russo Vostok Tank ho deciso di percorrere una strada diversa.

Qual’è a questo punto il carro armato sovietico più famoso? Se dovessi rappresentare qualcosa su di un orologio militareggiante andrei sicuramente a prendere qualcosa di iconico e di polivalente.

Dopo qualche ricerca credo di aver trovato una possibile risposta al quesito. Certezze come al solito non ce ne sono ma credo che con buona probabilità si tratti del T-34 o del T-34/85

[AGGIORNAMENTO] Interessante visionare il film uscito nel 2019 “T-34” che da la possibilità di vedere in azione questo carroarmato
https://en.wikipedia.org/wiki/T-34_(film)

La questione però rimane ancora aperta essendo il carro armato stilizzato. Ho avuto nel frattempo altri suggerimenti su quali possano essere i modelli rappresentati.

Facciamo quindi una lista dei papabili e confrontiamo qualche foto:

t34_85_aberdeen_pg
T-34/85

is_iim
IS-2

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T-54/55

4e03105056dbd23e48e7749992f85a38
T62

Ricapitolando quindi al momento i carri armati papabili per essere identificati con il mitico Tank sul quadrante dell’orologio russo Vostok sono i seguenti:

Difficile dire con certezza quale carro armato sia stato rappresentato, probabilmente solo chi lavorò al progetto in Vostok ha questa informazione. Personalmente mentre in un primo momento ero molto propenso ad attribuire l’immagine al T34/85 ora come ora non sono più così sicuro.

Probabilmente aver ristretto il campo può essere utile e qualche approfondimento per chi fosse interessato a queste affascinanti macchine da guerra non guasta mai.

Ulteriori suggerimenti, notizie o critiche sono le benvenute.

Anche questa volta il più comune e diffuso orologio russo Vostok ha in sè un piccolo  mistero.


L’argomento ha per fortuna suscitato interesse ovunque l’abbia sollevato. Ci sono diversi elementi che fanno propendere per il T-62.

La questione è stata affrontata ai seguenti link:

FB Group – Orologi Russi che passione!

CCCP Forum – Sovietaly Blog: perchè l’orologeria sovietica e russa è diventata una passione

VK – СОВЕТСКИЕ ЧАСЫ – USSR WATCHES

Watch.ru

Le origini del Blog, del nome e del Logo Sovietaly™

logo sovietaly TM sfondo bianco

Da dove è partito tutto?

L’idea iniziale: gestire la collezione e la sua dimensione.

Io ho iniziato nel 2017 a cercare di dare un senso a tutte le informazioni e ai tanti orologi russi e sovietici accumulati in tanti anni di collezionismo.

Senza essere degli esperti si inizia sempre un po’ a tentoni, facendo cose senza senso, cercando di guardare quelli che ne sanno più di te, ispirandosi spudoratamente…

Poi piano piano ci si struttura, si cresce e si impara dai propri errori e dai propri piccoli fallimenti.

Una delle cose che si apprende quasi subito è a non copiare, ma a diffondere e a condividere. Copiare serve a ben poco. Non ha senso quindi riproporre quanto scritto ma ha senso linkarlo, riproporlo, dando credito a chi l’informazione l’ha scritta per primo.

 

Primo passo: Mostrare i propri orologi

La prima cosa che ho fatto, dopo aver guardato qualche sito già esistente è stato quello di trovare un servizio gratuito che mi permettesse di gestire le fotografie degli orologi della mia collezione.

Dopo un po’ di titubanza, pensando che Google indicizzasse bene un servizio fornito dallo stesso Google, mi sono rivolto a Sites che già in passato avevo usato al lavoro per una sorta di mini intranet della rete retail che gestivo a livello marketing.

Il tutto si è trasformato nel sito che tutt’ora mantengo in vita, visto che è gratuito e che ci sono affezionato:

https://sites.google.com/view/sovietaly

sovietaly's old website

Il sito, abbastanza semplice mi ha permesso di poter iniziare a promuovere la mia collezione ma ha posto anche una grossa questione…

Memore delle attività fatte per gestire la collezione di mio padre Riccardo (per i più curiosi qui trovate la pagina Instagram) la questione stava diventando come chiamare la collezione.

Secondo passo: Trovare un nome consono alla collezione di orologi

Ho già scritto qualcosa in un mio primo tentativo non strutturato di BLOG QUI.

Riprendendo le fila devo il nome Sovietaly alla fantasia di un mio caro amico collezionista (trovate il suo interessante BLOG QUI).

Mi hai aiutato molto negli ultimi a gestire la mia collezione, grazie anche alla sua capacità di trovare qualsiasi cosa sul web…

Dialoghiamo in inglese, o per lo meno lui parla inglese e riesce a capirmi quando gli scrivo 😀 e durante una di queste chiacchierate gli salta fuori il nome Soviet-Italy.

Nome tutto sommato azzeccato in quanto riunisce il concetto di “Sovietico” e di Italia, due cose apparentemente distinte ma che qualsiasi collezionista di orologi russi sa essere profondamente legate.

Come più volte detto tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 l’Italia era uno dei maggiori mercati export per l’Unione Sovietica e gli importatori Time Trend e Mirabilia (controllati da una Holding americana) la facevano da padrone con una capillare distribuzione e un eccellente Marketing per l’epoca.

In un guizzo di creatività il nome contratto Sovietaly™ ha acquisito molto senso ed è sembrato anche molto logico.

E’ quindi iniziato in quel momento il periodo in cui ho iniziato a dare un nome alla collezione.

Il (™) Trade Mark  è stato aggiunto quasi subito dopo un consulto legale volto a capire come valorizzare e proteggere la collezione che inizia ad essere abbastanza numerosa e ingombrante…

E infine la parte più divertente, un LOGO per il sito:

Terzo passo: Trovare un logo consono al Nome Sovietaly™

Importante è il nome, ma altrettanto importante è avere un logo ben riconoscibile e originale che permetta di veicolare e accompagnare al collezione.

Ho cercato ispirazione da quelli che sono un po’ dei simboli iconici di una collezione di orologi fatta da un italiano.

  • l’Orologio – e quale meglio rappresentativo di un Raketa Big Zero?
  • La falce e il martello – simbolo universalmente riconosciuto dell’Unione Sovietica
  • La bandiera italiana – Le ultime tre lettere, quelle rappresentative della scritta Italy, sono verde, bianca e rossa.
  • Il nome Sovietaly™

Questi quattro elementi uniti hanno portato alla generazione del logo che è stato fatto con un professionista sulla piattaforma Fiverr.com

Lo uso con soddisfazione da oramai qualche anno e, nonostante una certa complessità strutturale, non ho avuto mai particolari problemi.

Nell’ultimo periodo, per le pubblicazioni sui social come filigrana sulle foto sto usando la scritta sola senza la parte superiore del logo.

Che possa essere un’ulteriore evoluzione?

 

logo sovietaly TM sfondo bianco
Sovietaly (TM) logo

Il mistero del Raketa Marine Navy 24h svelato…

quadrante 24h raketa marine

IL RAKETA MARINE, UN CLASSICO TRA GLI OROLOGI RUSSI, CON UN PICCOLO SEGRETO…

Uno dei miei classici preferiti, uno degli orologi russo/sovietici 24h più famosi e più ricercati.

Spesso indicato tra i “must have” per iniziare una collezione. Uno degli orologi russi dal punto di vista estetico più gradevoli.

quadrante 24h raketa marine
Raketa Marine dial

Se guardiamo con attenzione il quadrante e le funzionalità dell’Raketa Marine possiamo distinguerne principalmente tre:

  • ORARIO 24h

L’orologio monta un calibro Raketa 2623.H ( quindi 26mm di diametro, carica solo manuale, 24h con antishock).

QUI una piccola guida sui calibri russi.

E’ quindi un tipico, se non il tipico orologio russo 24h. La lettura dell’ora non è così complessa come si possa credere, basta considerare semplicemente che la lancetta delle ore effettua un giro in un giorno completo e non due volte come negli orologi a cui siamo abituati. Questo comporta uno sfasamanto tra gli indici delle ore e quelli dei minuti che approfondiremo successivamente. L’orologio nelle varie versioni, russa, sovietica e con marchio di qualità GOST, differisce veramente di poco. Il Raketa Marine risulta sempre ben visibile e ben leggibile.

  • TURNAZIONI DI GUARDIA

Una delle caratteristiche distintive di quest’orologio è la ghiera girevole interna, regolabile da una apposita corona posta sotto quella di carica a d ore “8” in questo caso. La ghiera ha un utilizzo molto semplice e serve ad identificare gli orari dei turni di guardia. Questi ultimi in marina sono fatti da 4 ore di guardia e 4 ore di riposo. I tre turni di guardia e i tre turni di riposo compongono quindi nella loro totalità le 24 ore. La ghiera è girevole per impostare comodamente l’inizio del primo turno.

A questo punto iniziano però i misteri del raketa Marine… Il fatto che uno dei turni di 4 ore sia in rosso e gli altri due in blu ha un qualche significato, o serve solo per evidenziare quello che è il primo turno? L’esperienza mi insegna che i russi sono molto precisi e non fanno mai le cose a caso. Su quest’aspetto devo ancora indagare, anche se probabilmente l’ipotesi di indicazione del primo turno rimane la più plausibile.

  • PERIODO DI SILENZIO RADIO

Ma il mistero più fitto che circonda da tempo il raketa Marine, che spero di aver risolto una volta per tutte ( magari per qualcuno era chiaro, ma molte persone, se interpellate non hanno saputo dare risposta ), riguarda le linee blu presenti sul quadrante tra le ore 6:00 e 7:00 e tra le 18:00 e le 19:00.

Si tratta di questi simboli grafici a cui risulta non molto intuitivo dare uno scopo all’interno del giorno.

Il “mistero” del Raketa Marine si risolve come il solito con una attenta osservazione e una ricerca in internet un po’ approfondita.

Come dicevo prima i russi sono decisamente precisi e osservando bene il quadrante di questo orologio russo si può osservare come le linee siano blu, come gli indici dei minuti e non come quelli delle ore, che sono neri. Se si pone ancora più attenzione si vede che le linee sono “allineate” con i minuti e non con le ore.

Fatta quest’osservazione e raccolte informazioni relative a cosa possa succedere per tre minuti ogni mezz’ora e non per due ore ogni 24 si scopre una pratica ben conosciuta all’interno delle navi ( su di un Raketa Marine tutto prende senso) cioè il “periodo di silenzio radio“.

L’animazione qui sotto aiuta a comprendere correttamente quanto sopra esplicitato.

 

 

raketa marine radio room mistery gif

Di cosa si tratta? In maniera molto semplicistica si tratta di alcuni minuti ( precisamente i minuti 15-16-17 e 45-46 e 47 di ogni ora ) in cui si chiede agli operatori radio di non effettuare trasmissioni ma di mettersi in ascolto per permettere di captare eventuali SOS  lanciati da navi in pericolo. Questo periodo riguarda solo la frequenza di ascolto telegrafica di 500 mHz. Esiste anche un altro periodo di acolto di una frequenza diversa per captare eventuali messaggi radio di MAYDAY.

L’argomento può essere approfondito a questo link in inglese: RADIO SILENCE

GLI OROLOGI RADIO ROOM

In rete si trovano molti esempi e due spesso usati sono di famosi orologi sovietici:

Probabilmente per questioni legate alla leggibilità del quadrante dell’orologio è stato evidenziato solo il periodo relativo alle tramissioni telegrafiche da 500 kHz.

La pratica di ascolto sulle onde medie alla frequenza di 500 kHz è andata in disuso nel 1999 dopo circa 90 anni, sostituita da sistemi decisamente più moderni e affidabili. All’epoca di progettazione del Raketa Marine quindi la pratica era ancora in uso.

QUI interessanti approfondimenti su l’utilizzo di questa frequenza.

A ben vedere però esistono molti “Radio Room Clock” che riportano solo questa fascia. Sono probabilmente di periodo precedente all’introduzione di quello completo con le 4 fasce di ascolto orarie.

Qui sotto ne vediamo un esempio storico.

Spero che con questo ragionamento si possano considerare dissipati tutti i dubbi che hanno circondato quelle piccole linee blu presenti sul quadrante del Raketa Marine.

Molto si è detto e raccontato riguardo a quest’orologio. Mi permetto qui sotto di evidenziare la videorecensione dell’amico Carlo ( QUI IL SUO CANALE YOUTUBE) che spero in qualche modo di aver aiutato a risolvere il mistero… 😉

Come sempre qualsiasi orologio russo o sovietico è un interessante spunto per approfondire e imparare cose nuove ed interessanti.

 

 

Semplice guida ai calibri sovietici

Vostok 2416b Rannft (C)

Una delle caratteristiche principali degli orologi sovietici è che questi contengono al loro interno un calibro sovietico.

Nulla provenente dall’esterno ma tutti calibri prodotti in unione sovietica.

Qualità spesso variabile con momenti di eccellenza e momenti un po’ più difficili.

Ma veniamo a qualche informazione fondamentale ma anche curiosa.

I codici usati per identificare i calibri sovietici è stato sviluppato e standardizzato negli anni ’60.

La decifrazione del codice non è una cosa particolarmente complicata. Il codice del calibro è composto di 4 cifre e una o due lettere. In periodo successivo ( stiamo parlando dopo la caduta dell’unione sovietica ) sono stati aggiunti più codici e le due cifre in molti casi sono diventate tre

  • Le prime due cifre rappresentano il diametro del calibro in millimetri
  • Le seconde due/tre cifre rappresentano le caratteristiche peculiari del calibro
  • Le lettere a seguire rappresentano le varianti avvenute nel corso del tempo.

Calibri con le medesime caratteristiche prodotti da ditte diverse hanno lo stesso codice. non vuol dire però che siano identici, anzi… Normalmente viene infatti identificato il calibro attraverso la ditta produttrice e a seguire il codice identificativo del calibro.

Un classico esempio riportato in molti siti è il calibro

Tutti e tre i calibri hanno il diametro di 24mm e il 16 li identifica come:

  • Automatici
  • secondi centrali
  • data
  • shockproof

Una esauriente lista delle caratteristiche dei calibri ( quindi le ultime due/tre cifre è possibile trovarla QUI presso il sito Russian Times.

Lo schema con tutti i codici presenti lo trovate in fondo alla pagina.

Esiste anche un altra risorsa in internet che spesso utilizzo per identificare i calibri e avere una serie di informazioni legate ad essi: Ranfft Watches

Una discreta conoscenza dei calibri russo/sovietici permette di capire spesso al volo quando siamo in presenza di orologi assemblati o non coevi.

 

Giusto per fare un esempio i calibri Vostok più comuni sono:

 

Tutte le caratteristiche sono verificabili tramite la tabella che potete trovare ( come già detto ) QUI

schema-calibri-vostok-esempio-sovietaly

L’argomento è lungo e complesso oltre che avere al suo interno molte sfaccettature. Non è mia intenzione fare di questa una guida esaustiva, ma solo una piccola introduzione in maniera tale che sia possibile iniziare a comprendere la complessità del mondo dell’orologeria russo/sovietica.

 

Tutte le immagini dei calibri provengono dal sito: http://www.ranfft.de/

Lancette Sovietiche

Ritaglio schermata pagina Lancette Sovietiche Collezionare Sovietaly intervista

Strano a dirsi ma ogni tanto anche una collezione di orologi sovietici/russi può essere apprezzata e riconosciuta anche dai non addetti ai lavori.

Un paio di anni fa avevo contattato diverse testate giornalistiche legate al collezionismo per promuovere la collezione di pubblicità Pirelli di mio padre, tra cui la testata “Collezionare” presente sia in forma cartacea che digitale: www.collezionare.com

L’intervista fatta a mio padre è possibile trvarla a questo link:

http://www.collezionare.com/articoli/archivio/258-settembre2016/183224-collezione-pirelli-di-riccardo-manini

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Visto il contatto già presente in rubrica un paio di mesi fa mi sono permesso di ricontattare la giornalista che ha realizzato l’intervista e le ho chiesto se potesse interessarle anche avere qualche informazione sulla mia collezione di orologi russo/sovietici. Di lì a qualche giorno mi ha ricontattato per fissare una intervista telefonica.

Il 14 aprile 2018 è stata pubblicata la versione online dell’intervista che è possibile leggere a questo link:

http://www.collezionare.com/articoli/archivio/276-aprile-2018/214154-orologi-russi-collezione-andrea-manini

 

Vostok Buran – Polar Aviation Export Italy

quadrante vostok buran polar aviator CCCP

Tre pinguini e un orso polare sul quadrante di un Vostok Buran.

Oggi al polso un interessante orologio made in CCCP a mio parere sottovalutato, specialmente in Italia, dato che non se ne conosce veramente il significato storico.

Sto parlando del Vostok Buran dedicato all’Aviazione Polare sovietica.

  • Il quadrante

Si possono distinguere due zone ben distinte.

 

Nella parte superiore un semicerchio azzurro con la scritta in cirillico BURAN (tempesta di neve) e all’interno un orso bianco, animale tipico dell’emisfero boreale e quindi del Polo Nord.

Nella parte inferiore tre pinguini, animale tipico dell’emisfero australe e quindi del Polo Sud e il logo, che rappresenta oggi la Aeroflot.

Ad oggi bisogna considerare la Polar Aviation come una sussidiaria della Aeroflot i cui servizi sono svolti sotto un unico marchio.

  • Le testimonianze fotografiche

Ci sono alcune interessanti testimonianze fotografiche in tal senso:

IMG_2815soviet polar aviation

soviet polar aviationpolar aviation

polar aviation badge

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Istituita nel 1934 l’Aviazione Polare Sovietica non è più attiva dal 1970.

Dalle informazioni reperite la stessa serviva tutte le rotte polari de e per i paesi più remoti e le stazioni scientifiche dislocate nelle due regioni artiche del pianeta.

Molte interessanti informazioni si possono reperire a questo link:

https://russianplanes.net/airline/1535

Dai report indicati nel sito è possibile vedere come la storia della Polar Aviation sia stata purtroppo costellata di incidenti e in qualche caso anche di disastri.

polar aviation incident

Serviva anche molte isole artiche e all’epoca per gli abitanti dell’isola era sicuramente un riferimento importante (anche per la posta, le medicine e per i rifornimenti alimentari )

Interessante è il seguente sito internet (in russo, ma grazie a Google Translator oramai tutto è possibile) che racconta la storia e la vita degli abitanti dell’isola di Dickson. In molte foto storiche si possono vedere aerei ed elicotteri della Polar Aviation Sovietica:

http://ponti59.narod.ru/

L’orologio è ben fatto e piacevole da portare. rilasciato principalmente per il mercato italiano (si riconosce dal tipico fondello degli orologi realizzati per il mercato italiano e dal cinturino in pelle di discreta qualità marchiato in più punti ) l’orologio merita un posto migliore nella collezione di un appassionato di orologi russi.

Di seguito alcune foto dell’esemplare in mio possesso trovato nel 2017 a Roma una domenica di febbraio a Porta Portese.

  • I dettagli del Vostok Buran Polar Aviation

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